STORIA SUI CANI
- ufficiomarketingco2
- 14 giu 2024
- Tempo di lettura: 5 min
Molte persone amano i cani e molti li vorrebbero come membro della famiglia, alcuni lo preferiscono per la sua razza, il suo carattere, ecc… Però ciò che è importante è non trattare il cane o qualsiasi animale domestico come un gioco perché è un essere vivente e ha anche dei sentimenti.
Certa gente incivile sfrutta i poveri animali come delle cavie da laboratori per ricerche mediche oppure sono costretti a combattere con gli altri cani per delle scommesse, questo non si dovrebbe fare perché si rischia il carcere ed è disumano. Ma c’è di peggio: spesso in estate persone senza scrupoli abbandona i propri animali domestici sulle strade solo perché non possono portarli in vacanza o perché non vogliono prendersi più cura di loro. Per questo quando si vuole adottare un cane è meglio prenderlo al canile invece che in un allevamento, anche se non sono più cuccioli o neanche più tanto giovani. Molti canili al sud d’Italia non hanno molta cura dei cani, quindi molti vengono portati in alti canili al nord giusto per avere le giuste cure e poi essere adottati, alcuni cani vengono addirittura dell’estero.
Ci sono diverse razze di cani che vengono addestrati per il lavoro come i pastori tedeschi per le stazioni di polizia, i labrador come cani da salvataggio nell’acqua e/o cani guida per i non vedenti, ci sono razze da pastore anche per condurre il gregge ai pascoli.
I CANI PIÙ FAMOSI DELLA STORIA
Nel Mondo oltre ai monumenti dedicati alle persone, ci sono anche quelli dedicati ai cani perché hanno dimostrato di essere fedeli all’uomo e di fare grandi cose, inoltre hanno tanto amore da donare al proprio padrone. Anche se molti cani hanno subito tante ingiustizie molte statue sono state dedicate ai nostri amici a quattro zampe perché alcuni hanno salvato la vita alle persone che neppure conoscevano.
Le storie vere sui cani che ho scelto, sono quelle che ho visto nei film dedicati a loro e sono quelle a cui avevano dedicato dei film in loro memoria anche con un piccolo pizzico di fantasia per rallegrare un po' il pubblico, come il film di Balto che oltre ad averlo fatto in animazione avevano aggiunto anche qualche personaggio in più per renderlo più divertente senza cambiare la vera storia che è rimasta la stessa. Aggiungo che se alcune delle loro storie sono drammatiche e tristi è bello scoprire che oltre ai loro padroni tante altre brave persone si sono prese cura di loro finché non sono venuti a mancare.
Bobby (1855 o 1886 - 1872)
Bobby un cagnolino di razza Skey Terrier era il migliore amico dell’agente di polizia John Gray che morì di tubercolosi, nel 1858, e dopo che il poliziotto è stato sepolto al cimitero Greyfriars, il cane rimase accanto alla tomba del suo padrone per quattordici anni. Gli abitanti della città si affezionarono di Bobby e si occuparono di lui fino al 1872, quando il cane morì venne portato vicino alla tomba del suo padrone. I cittadini di Edimburgo dedicarono alla sua memoria una statua nel cimitero di Greyfriars.
· Balto (1919-1933) e Togo (1913-1929)
Nell’inverno 1925 nella città di Nome ci fu un’epidemia di difterite e i bambini si ammalavo di più perché il loro sistema immunitario non era sviluppato come quello degli adulti e non c’erano le medicine.
Le persone non poteva far arrivare le medicine con le navi a causa del mare ghiacciato e neanche in aereo per via delle bufere. La città più vicina per prendere l’antitossina era Nevada e Leonhard Seppala, che aveva perso sua moglie e gli restava solo sua figlia che anche lei si era ammalata di difterite, si offrì di andare a prendere le medicine con la slitta trainta da suoi cani Balto e Togo, insieme ad altri cani da slitta. Fare quel viaggio di andata e ritorno non era stato semplice per le temperature sotto lo zero e le bufere ma alla fine Leonhard Seppala e i suoi cani portarono l’antitossina a Nome.
· Hachiko (1923-1935)
Hachiko era un cane di razza Akita e aspettava il ritorno del suo padrone Hidesaburō Ueno, un docente dell’Università imperiale di Tokyo, alla stazione in cui scendeva dopo il suo lavoro.
Nel 21 maggio 1925 il suo padrone morì improvvisamente di ictus all’età di 53 anni mentre stava tenendo una lezione nell’università, il cane all’ insaputa della sua morte restò ad aspettarlo alla stazione per dieci anni finché non morì.
Alla sua memoria gli fu dedicata una statua alla stazione di Shibuya dove aspettava sempre il suo padrone che tornava dal lavoro. Una storia molto commuovente!
CONCLUSIONI
Avere un cane è avere un “migliore amico”, è importante trattarlo bene e assicurarsi della sua salute.
Io ho avuto diversi animali domestici in precedenza: quando ero molto piccola avevo un coniglio che neanche mi ricordo bene, poi avevo un gatto di razza Maine Coon che si chiamava Micky e poi ho avuto il mio primo cane di nome Rudy che era un Cavalier king. Il mio gatto siccome era anziano prendeva le medicine e mentre ero in vacanza a mia insaputa avevo saputo dal papà al telefono che era venuto a mancare e mi ciò mi fece sentire male perché non potei neanche salutarlo. Dopo alcuni anni il mio Cavalier king, siccome era sempre malato e prendeva tante medicine e alla fine anche l’età era avanzata, i veterinari avevano dovuto porre fine alle sue sofferenze, e questo mi fece sentire malissimo perché senza il mio cane la mia vita non aveva più nessun senso.
Poco dopo era entrato in famiglia un Amstaff e all’inizio io ero davvero contraria perché non era la razza che volevo e mi ci erano voluti diversi mesi non solo per accettare la scomparsa del mio precedente cane ma ho dovuto accettare anche il nuovo cane che all’inizio non mi sembrava potesse mai sostituire il mio precedente cane. Alla fine anche lui è entrato nella famiglia e ha fatto diverse esperienze, comunque lo abbiamo chiamato Argo perché dovevamo scegliere un nome con poche lettere ed ero stata io la prima a scegliere un nome con quattro lettere. Ho scelto anche quel nome perché mi ricorda il nome del cane di Ulisse che aveva aspettato il suo padrone per 20 anni.
Quindi per chi ha un cane, un gatto o qualunque altro animale domestico è necessario ricordare sempre che non basta solo dare da mangiare e prendersi cura, ma bisogna donargli tante attenzioni, avere pazienza e tanto amore; non si gestisce un animale dandogli delle botte anche se talvolta un piccolo rimprovero può servire se si comporta male o se rovina qualcosa.
Mi ricordo, infatti che nei primi momenti in casa bisogna farlo ambientare alla sua nuova casa e alla sua nuova vita, così col tempo sarà come uno di noi.
Alessandra Del Puente










Commenti